tra risorse e deficit

Neuropsicologia

“Il linguaggio è un vero miracolo.”

Aleksandr Lurija
Medico, fondatore della neuropsicologia

La psicologia tra le neuroscienze

L’attività  del neuropsicologo è molto vasta e complessa ed è rivolta a tutte le persone  con lesioni cerebrali  (in conseguenza a ischemia, trauma cranico, anossie cerebrali, tumore cerebrale, sclerosi multipla, ecc.)  o con deterioramento cerebrale (Mild Cognitive Impairment, demenze, ecc).
Si tratta  quindi di persone con patologie limitate e selettive (dette focali) o progressive che, come conseguenza, provocano dei disturbi di tipo cognitivo e comportamentale riguardanti:

  • linguaggio, 
  • memoria
  • attenzione, 
  • funzioni esecutive (ossia la programmazione delle attività),
  • ragionamento,
  • capacità visuo-spaziali, 
  • funzioni prassiche (ovvero la successione delle attività),
  • percezione, 
  • emozioni
  • comportamento.  

In base alla finalità dello studio di queste patologie e delle loro conseguenze,  la neuropsicologia si divide in sperimentale e clinica. 

Neuropsicologia clinica

è l’approccio psicologico utilizzato per persone  con deficit neurologici conseguenti a patologie o traumi a carico del sistema nervoso centrale.

Ha  lo scopo di valutare e, quando possibile, riabilitare, i deficit cognitivi  e loro conseguenze di tipo psicologico, affettivo e di personalità (disturbi del comportamento).

Anche quando non è possibile la guarigione completa, la diagnosi e la riabilitazione neuropsicologiche consentono di limitare gli effetti della patologia e le sofferenze di pazienti e familiari migliorandone la qualità di vita,

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Neuropsicologia sperimentale

è  la disciplina che studia i processi cognitivi e comportamentali  mettendoli in relazione con i meccanismi anatomo-fisiologici del sistema nervoso che li originano.

Il principale metodo d’indagine utilizzato consiste nell’osservazione  dei deficit mentali che si manifestano in persone con lesioni cerebrali,  con lo scopo di rilevare le correlazioni anatomo-cliniche.

Valutazione

è un’indagine complessa che prevede l’esame delle abilità cognitive, comportamentali e funzionali del paziente, con l’obiettivo di giungere ad una diagnosi neuropsicologica.

La valutazione si effettua con l’uso di Test neuropsicologici  che possono essere di tipo generale o più specifico una precisa funzione cognitiva da misurare. 

Le ipotesi derivanti dalle osservazioni e dai test vengono sottoposte a valutazione di un medico neurologo. L’ipotesi di diagnosi viene  confermata con indagini strumentali come la risonanza magnetica, la TAC, la PET, i potenziali evocati o l’elettromiografia.

Patologie che, oltre ai traumi, possono causare i deficit cognitivi:

Riabilitazione

approccio personalizzato nel quale sono identificati gli obiettivi individuali rilevanti a cui il terapista lavora, insieme con il paziente e molto spesso anche con i suoi familiari, per raggiungerli con strategie condivise.

Il focus primario della riabilitazione è rivolto  al miglioramento della performance durante la vita quotidiana e l’intervento è progettato sulle risorse della persona.

Quindi, attraverso trattamenti e tecniche  specifici, la riabilitazione neuropsicologica  favorisce il recupero ottimale delle abilità cognitive danneggiate (attenzione, linguaggio, comunicazione verbale non verbale, azioni, percezione, memoria, capacità visuo-spaziali, ragionamento, funzioni esecutive, emozioni e comportamento),  promuove l’apprendimento e l’uso di strategie compensative  dei deficit e stimola la capacità d’adattamento del paziente alla situazione attuale anche dal punto di vista emotivo con un adeguato supporto psicologico.

Trattamenti riabilitativi in lesioni cerebrali e in invecchiamento

prevede la discussione di avvenimenti, eventi ed esperienze  del passato, con un’altra persona o gruppo di persone. Di solito con l’aiuto di materiali  es. fotografie, oggetti da cucina, musica e registrazioni audio/video. Vengono coinvolti i familiari e i caregiver non familiari

è finalizzata a riorientare il paziente rispetto a sé, alla propria storia e all’ambiente circostante, riducendo la tendenza all’isolamento e rendendo la persona ancora partecipe alle relazioni sociali e all’ambiente in cui vive. Inoltre si prefigge di rafforzarne le informazioni di base rispetto alle coordinate spazio-temporali ed alla storia personale usando ripetitive stimolazioni verbali, visive, scritte e musicali.

insieme di attività (di solito svolte in gruppo) che mirano ad una generale stimolazione delle abilità cognitive e sociali

esercizi guidati sulla base di un set di compiti standard ideati per funzioni cognitive specifiche. I diversi livelli di difficoltà dei compiti variano in relazione alle abilità della persona. Possono essere svolti in sessioni individuali o di gruppo, con carta e matita e/o computer. Possono coinvolgere attività di vita quotidiana.

Il metodo Validation è un modo di comunicare con un “grande anziano disorientato”. La comunicazione è possibile anche negli stadi avanzati della malattia: accettando l’anziano per quello che è, condividendo e comunicando su un piano emozionale, senza mentirgli. In pratica, non ci si deve  soffermare sul contenuto dei suoi racconti, ma sull’emozione che lo muove. Il metodo Validation spiega proprio come toccare ed entrare in empatia attraverso la comunicazione verbale e quella non verbale, importante per gli stadi avanzati della malattia.

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